Burattini e disabilità
Il burattino che cura
Prima di creare la serie di personaggi cerco la loro “essenza”: ho passato tempi piuttosto lunghi prima di intervenire nel legno, di tagliare un naso, di accennare una bocca. Sono stato alla ricerca di un’espressione minimale, di un soffio vitale che animasse i loro volti. Abbandonando il grottesco della tradizione, il mio burattino porta con sé la distorsione dell’emozione umana, l’incomunicabilità che imprigiona la società attuale, per questo è frammentato, rotto, solo il colore marca il suo esistere, dà movimento al cuore. I burattini insegnano che l’autenticità delle passioni avvicina e colma le voragini e le lontananze più profonde.
Nato a Verona nel 1959, Maurizio Gioco ha iniziato ad occuparsi di sperimentazione artistica negli anni ottanta. Successivamente ha intrapreso esperienze legate alla pittura e alla scultura. Ha condotto numerosi laboratori creativi con bambini, sviluppando il dialogo tra movimento corporeo e creatività. Da queste esperienze è poi approdato al teatro, sia come “progettazione-creazione” dell’oggetto, soprattutto burattini, sia come rappresentazione. Il teatro di figura è il naturale contenitore della sua espressione creativa; in questi ultimi anni ha intrapreso una ricerca sul versante della scrittura, sperimentando nuove drammaturgie per il teatro dei burattini.
Ingresso libero
facebook: Maurizio Gioco